Nonostante …

Sul corso che mi riporta a casa, mi alzo il bavero della giacca, frettolosamente scelta per accompagnare l’amichetta di mia figlia dal padre,

Nonostante

che l’aspetta sulla soglia del divieto per traffico pedonale. Mi piace farmi sorprendere dai momenti imprevisti, quelli che mi fanno evadere dalla struttura rassicurante delle prassi consolidate, intrisa di schemi fissi, come la preparazione della cena delle 7.

E’ in questi momenti, mentre rubo alla routine pezzi di vita imprevisti, che mi vengono a trovare i pensieri fulminei, gli insight, come dicono gli studiosi della mente, quelle intuizioni improvvise che lucidamente ti portano ad affacciarti sulla finestra della tua vita e vedere dall’alto alcuni dettagli che un’istante prima ti sfuggivano…

Sono sul corso, dicevo, e mentre mi stringo forte per la folata del vento fresco di Marzo che cerca di insinuarsi attraverso il collo, mi rendo conto di non avere con me il cellulare.

Tranquilla, tanto a quest’ora non ti scrive, il tuo non-amante. “ è la mia vocina interiore, quella al peperoncino che spesso si diverte a rincarare la dose nei momenti di palese difficoltà.

In effetti si tratta di una storia altalenante, quasi platonica e non dichiarata, neppure a noi stessi, che si consuma per brevissimi incontri ad intervalli amplissimi; si potrebbe definire così: una non storia, con un non-amante .

Eppure… Sono quasi cinque anni che dura, (come se la durata di un rapporto potesse conferirgli una qualità).

Ma ecco l’insight : “ sto disprezzando questa “mancanza di segni “ questa voragine comunicativa che caratterizza il vuoto di una storia che non ha nessuna caratteristica a me conosciuta, ma forse sto semplicemente facendo esperienza del “nonostante”.

Intrigante l’esperienza del “nonostante”…

lo si incontra nella fatica per riuscire in un lavoro, in un progetto o in un rapporto, ma che “nonostante” tutto l’impegno e la fatica, va a rotoli. Ci speravi, hai fatto di tutto, eppure… non è servito a nulla, hai conosciuto la sconfitta e il dolore per lo sforzo di un’illusione.

Oppure al contrario, come in questo caso,  lo trovi in quelle situazioni che funzionano “nonostante” tutto … nonostante gli equivocabili silenzi, gli auguri non fatti, i regali mai utilizzati, le scuse non espresse, i like non cliccati, gli incontri evitati, le parole belle che volevi dire ma ti sei ingoiata non per orgoglio, (perché su quello ci lavori ), ma perché se lui è un orgoglioso proietterà sempre quella sua finta sicurezza su di te, la quale, se elusa, farà apparire te, ai suoi occhi  come “richiedevole”, debole, e trattata di conseguenza.

Perchè a volte la profondità va a braccetto con la complicazione e allora l’esperienza del “nonostante” è l’unica cosa buona che ti viene in soccorso se con l’impegno peggiori la situazione, alterando un equilibrio che ha già una sua forza vitale, piccola forse, ma ce l’ha; come una pianta che non può dare fiori, anche se ti ostini ad innaffiarla tanto, correndo il rischio invece, forzandone la natura, di vederla morire per eccesso di nutrimento.

Tratto dal mio nuovo romanzo, in corso d’opera…

Tutti i diritti riservati.

F.

Post pubblicato sul mio blog il giorno 15/03/2019.

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