Andrà tutto bene

Tutte le volte in cui ho sentito questa frase, nei film soprattutto, mi veniva da sorridere, amaramente. Nella scena i due si abbracciano e uno, per consolare l’altro, sussurra la frase: “andrà tutto bene!”

Foto di Simone Maria Fiorani

E a me veniva sempre da pensare: “Ma che ne sa? Ha la palla di cristallo forse?”

A 46 anni compiuti, mi volto indietro a guardare i miei scivoloni e, con tenerezza, mi dico: in effetti è andato tutto bene.

Certo, se qualcuno me lo avesse detto in quel momento non gli avrei creduto.

Ma adesso penso che quel “andrà tutto bene” non è affatto consolatorio, nè è una previsione.

E’ la certezza che, comunque andrà, andrà per il verso giusto. Non il “tuo” verso, quello che tu ritieni giusto per te.

Non quello che tu ti aspetti.

Ma quello per cui è sorto quell’evento che tanto ti addolora.

Così abituati a tenere tutto sotto controllo, con l’idea che gli eventi debbano andare per come decidiamo a priori che vadano, così densi di aspettative ego -riferite, che quando le situazioni prendono pieghe inaspettate, subito ci allarmiamo e le giudichiamo (negativamente).

La mia azienda chiude. Mio figlio va male a scuola. Il matrimonio va in frantumi.

Ho sbagliato tutto, io sono sbagliato, chissà quale sciagura capiterà.”

Eppure…

Se è passato abbastanza tempo per recuperare un pò di lucidità e ti volti indietro, comprendi che avevi delle aspettative su come doveva andare quella situazione (per far stare bene te). Ma quando il tuo destino si intreccia con il destino degli altri non puoi essere così sicuro da crearti delle aspettative. Sono illusioni che prima o poi ti scoppiano nelle mani.

E infatti ci pensa l’Esistenza a ricordarti che “non sei padrone in casa tua”, parafrasando Schopenhauer: mettiamo in atto dei comportamenti che in seguito leggiamo come determinanti per una situazione che abbiamo giudicato disastrosa, ma che poi, dopo un po’ di tempo, e con la giusta distanza psicologica, non possiamo che considerare “giusta” a “suo” modo.

Alcuni però si identificano talmente nel ruolo di vittima da non riuscire a rielaborare quell’evento e rimangono ancorati alla sofferenza, facendone un’ idea filosofica di vita. Per questi non è sufficiente il tempo, ma occorre un’impegnativo lavoro su di sé.

Perciò se adesso ti senti come se tu fossi dentro ad una scatola buia e non vedi una via d’uscita, fai un bel respiro e dì: “andrà tutto bene”, che significa, intrecciando le parole: “tutto il bene andrà”.

Un abbraccio,

Francesca

Post pubblicato sul mio blog il giorno 27/02/2019.

« | »

Vuoi lasciare un commento?