Il dolore

Sofia silenziosamente posa il suo sguardo sull’orizzonte,

Foto di Simone Maria Fiorani

il vecchio entra in casa borbottando qualcosa che ha a che fare con un cacciavite “dimenticato” dentro casa. E Sofia rimane lì seduta accanto al suo dolore. Lo guarda attentamente. E LUI entra.

E’ pungente, al centro del suo stomaco e si fa crudelmente spazio, lentamente, sempre più profondamente.

Scava dentro le sue viscere, come una mano che entra nella pancia senza ritegno e scippa sostanza vitale.

Raggomitolata sulla sua stessa anima, con la testa fra le mani, Sofia è certa solo del dolore che la divora dentro.
Con una buona dose di coraggio si è fatta lei stessa quel dolore che lentamente la svuota. Vede il sangue che sgorga dal suo Essere.

E’ intenso, profondo, amaro. L’aria che proviene dal mare si è fatta mite e affettuosamente accarezza le guance bagnate della ragazza.
Un lieve sollievo.


Quando sanguini per davvero, arriva sempre qualcosa o qualcuno a ricordarti che non sei solo.
Che c’è una forza dentro e accanto a te che sente tutto quello che senti tu e, in un qualche modo, sa assorbirlo.
Se solo potessi riportare l’orologio indietro! Pensa Sofia. Ma il tempo aveva fatto il suo sporco lavoro.
E’ invece il momento di aprirsi al processo alchemico di trasformazione della ferita.


E’ ora di piantare il seme del dolore, annaffiarlo con le lacrime e aspettare affinchè con amorevole nutrimento sbocci il fiore della gioia.
E il tempo si è annullato…

Francesca Frazzoli – Se tu mi guardi su Amazon

Post pubblicato sul mio blog il giorno 31/08/2018.

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